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“Il dharma dell'essere umano è l'Amore.” 

- Ma Shivā Mayi -

Ma Shivā Mayi

Dr. Maria Letizia Bencini, Ph.D.
Dr. Maria Letizia Bencini, Ph.D.

Laureata in Psicologia Clinica all’Università di Firenze,

ha conseguito con lode il dottorato americano in

Psicologia Indovedica (Ph.D.) dalla Yorker International University

e il diploma di Counselor dal C.S.B. di Pisa.

​È membro dell'American Phycological Association (APA) e iscritta alla Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia (FAIP)e all'Istituto Nazionale Counselors.

Nata a Livorno nel 1961 in una famiglia facoltosa, non appena maggiorenne rinuncia ad ogni agio e sicurezza per intraprendere da sola una vita indipendente e dedicarsi così ad una profonda indagine interiore. Inizia a mantenersi economicamente e con grande determinazione termina a pieni voti il Liceo Classico. Finalmente, una volta completati gli studi superiori, si sente libera di mettersi sulla strada della ricerca.

 

Dopo aver girato in autostop l’Europa senza ottenere alcuna reale risposta alle domande esistenziali che la turbano profondamente, a soli diciannove anni si ritira dal mondo per tre mesi, nell’isola semi-abbandonata di Capraia, cercando di sfamare l’anima con meditazione, silenzio e introspezione. Nutrendosi di riso e delle erbe spontanee che l’arido territorio le offre, dormendo sotto le stelle, nelle grotte o nei ruderi, affrontando le intemperie e le sfide della selvatica natura di Capraia, scalza e seminuda, cerca in modo istintivo di mettersi in contatto diretto con la “Voce Interiore”. Rimane assorta in se stessa sull'isola finché sente chiara e profonda nel cuore l’ispirazione a cercare in India ciò che anela.

Trova immediatamente lavoro nei campi di pomodori e di fragole a Castagneto Carducci e in pochi mesi, non ancora ventenne, riesce a partire sola per l’Himalaya dove, dopo estreme vicende, incontra il suo Guru, il celebre Maestro Shri Shri 1008 Haidakhan Wale Baba, Babaji, che la inizia alla celebrazione dei rituali prevedici del fuoco sacro come pujarini del dhuni e la introduce alla  conoscenza e alla pratica dello Yoga Spirituale.

 

 

Durante le sue visite nella Livorno natale, inizia a lavorare, roncola alla mano, per ricavare un angolo spirituale nella folta macchia mediterranea della sua Toscana, su di un poggio di fronte al mare chiamato Bellosguardo alla Valle Benedetta. In pochi mesi nasce un dhuni, un tempietto dedicato al fuoco sacro dove celebrare, assieme ad allievi e yogi, le offerte rituali, dove meditare e cantare mantra accompagnati da strumenti indiani.

 

Al dhuni vengono affiancate due casette di legno, auto-costruite, e un havan kund, una profonda fossa per il fuoco adatta a grandi offerte, che da allora verranno svolte con regolarità.

 

Nel 1996 il ritiro sulla collina della Valle Benedetta, già allora molto frequentato da ricercatori provenienti da tutto il mondo, riceve la benedizione di un nome spirituale dal Maestro indiano Shri Muniraji, che lo chiama HariHara Dham. In India Dio è uno solo ma ha migliaia di nomi differenti che indicano i diversi aspetti della divinità: HariHara è l’aspetto di Dio che mantiene in vita l’universo intero per poi dissolverlo nel nulla in infiniti cicli esistenziali.  Dham invece significa “luogo sacro”, in questo caso dedicato a HariHara.

 

Dopo una quindicina di anni trascorsi per lo più in India seguendo una costante e rigorosa pratica yogica, inizia a trasmettere anche in America l’insegnamento dello Yoga Spirituale viaggiando fra Europa e Nuovo Continente. Dedica gli anni seguenti a completare la sua preparazione con adeguati studi accademici.

La mataji (madre) dell'HariHara Dham da decenni si dedica ad assistere persone di ogni età e cultura in un percorso di crescita ed espansione della coscienza in sessioni individuali, seminari e corsi, insegnando la millenaria filosofia e saggezza dello Yoga Spirituale e integrando tali conoscenze con la formazione accademica acquisita.  Titti-ji, come veniva chiamata per anni con affetto, dopo 35 anni di dedizione totale alla crescita spirituale degli altri, inizia a usare il suo nome spirituale Shivā, datole nel 1993 dalla Guida Spirituale  ormai celebre in tutto il mondo Shri  Mata Amritanandamayi.  Da allora i suoi allievi hanno iniziato a chiamarla 

Ma Shivā Mayi

Nel 2000 il suo libro autobiografico Giocando con Dio Autobiografia di una Yogini, edito dalla J. Amba Ed., ha vinto il premio Anfiosso Speciale Giubileo per la miglior opera spirituale. Ha tradotto dal sanscrito e commentato antichi testi vedici di saggezza come la Bhagavad Gita e lo Yoga Sutra e attualmente sta lavorando alla pubblicazione di vari testi sullo Yoga Spirituale.

 

Nel gennaio del 2008 ha presentato al “Congresso Mondiale di Psicologia e Spiritualità” di Nuova Delhi il suo innovativo metodo di Counseling Psicologico Yogico, che ha riscontrato un grande successo fra la comunità scientifica internazionale partecipante.

 

Nell’aprile del 2017 ha fondato in Costa Rica l’Haidakhandi Dharma Ashram, un piccolo centro spirituale dove i suoi  numerosi allievi possono riunirsi e praticare liberamente lo Yoga Spirituale.

 

UNA RIVOLUZIONE DI COSCIENZA Scienza e Spiritualità dello Yoga, il suo nuovo libro pubblicato dalla Vittoria Iguazu Editora, è un’importante monografia sul vero e originario Yoga, un compendio delle profonde conoscenze millenarie trasmesse dalla letteratura vedica scritto con linguaggio vivace, moderno ed accessibile a tutti.